Le persone sono uniche, irripetibili, straordinarie. Sono simili e diverse allo stesso tempo. Fragili e forti. Difficili da capire, ma facili da amare. Con passato, presente e futuro. Un universo di emozioni.
Paradossalmente non si incontrano per caso. E la storia di ognuno dipende dai volti che hanno fatto parte della sua vita e, soprattutto, dalle scelte fatte.
Alcuni hanno storie memorabili, degne di diventare immortali tra le pagine di un libro. Altri colpiscono per i dolori e le delusioni che li hanno resi più morbidi o più spigolosi. Roccia di pietra o prato pieno di fiori di campo.
Alcuni si vergognano o scoppiano a ridere pensando alle scelte di una volta, o alle debolezze umane, accettate o meno. Condividiamo sogni sotto lo stesso cielo e camminiamo sulla stessa terra. Anima cara, pensi davvero di capire la tristezza nel sorriso di ognuno, la rabbia dietro le parole di chiunque e la felicità dietro le lacrime di una persona? Credi di sì. Ma non è così.
Ognuno ha il suo segreto. Parliamo e sogniamo cose belle. Ci attacchiamo alle persone, ai luoghi, alle cose e ai momenti belli. Lavoriamo con dedizione. Nascondiamo dolori fisici e dell’anima, dubbi, paure, rimpianti, delusioni…
Torniamo ad essere empatici, presenti, attenti. Piangiamo. Perdoniamo. Amiamo. Conserviamo con sacralità i ricordi che fanno vibrare la nostra anima. Impariamo a donare. Ma soprattutto insistiamo nell’errore. Compromessi. Scacco matto!
Un semplice sguardo tagliente può uccidere la fiducia, una carezza comprata può far più male di un colpo, semplici parole vuote possono ferire più di un pugnale, e l’indifferenza può essere sempre una lenta eutanasia.
Attacchiamo e togliamo etichette alle persone. Tiriamo qualcuno per la manica tentando di far cambiare idea. Consumiamo le nostre energie preoccupandoci di ciò che pensano gli altri di noi. Accumuliamo frustrazioni, riempiamo l’anima di preoccupazioni inutili e alimentiamo la fantasia con ogni genere di immaginazione.
Ci ammaliamo perché ci stressiamo troppo e dimentichiamo di essere felici. Dare opinioni su tutto, sempre e ovunque, incoraggiato dai media, diventa una seconda natura delle persone piccole. Pregiudizi. Utopie. Dopo che l’impastatrice della vita ci ha lavorato bene, a volte anche il pezzo di pane più umile ti sembra il più dolce.
Soprattutto dopo che la vita ti ha tolto i “paraocchi”, quei paraocchi che non ti lasciano vedere di lato ciò che dovresti: le sofferenze e i bisogni di chi ci sta vicino, la bellezza che ci circonda, il bene e le buone intenzioni, le possibilità che ci vengono offerte, le persone che camminano con noi, la natura.
Oggi sbaglio io e tu mi perdoni. Domani sbagli tu e io ti perdono. Dopodomani sbagliamo entrambi e altri ci perdonano e così via. E sopra tutti e dentro di noi soffia lo Spirito Santo in una luce soave. Ci commuove tutto ciò che è bello, un fiore, una melodia, un sorriso, la voce di un bambino, la tenerezza di un anziano, il ricordo di qualcuno caro…
Hai portato qualcosa di bello e buono nel mondo? Hai reso qualcuno felice oggi? Ami o odi? Agisci o resti indifferente? Comprendi senza spiegazioni? Credi senza vedere? Senti senza parole? Vedi a occhi chiusi? Senti senza toccare? Quando ti guardi allo specchio cosa vedi?! Quando la vita ti strappa le pagine dei sogni, ridi per la quantità di sogni che spuntano dopo. L’anima non è limitata a un numero fisso di amori. Non resta in una pozza di perdizione.
Ogni persona che incontro nel mio cammino mi è superiore in qualcosa. Perciò cerco di imparare qualcosa da ciascuno. E, Signore, che meraviglia è la vita! Soprattutto dopo che ti fermi e ti rendi conto che hai corso via da te stesso solo per incontrare il Vero Te…
Amerò fino alla fine del mondo. E la fine del mondo è la mia fine. Quando morirò, il mio mondo finirà. Perciò, è giusto che mi preoccupi della mia fine, non di quella del mondo. Ha forse firmato qualcuno un contratto per vivere 70 o 80 anni?
In qualsiasi momento la storia della nostra vita può finire, improvvisamente o dolcemente. Le “apocalissi” contemporanee sono nella mia mente e nel mio cuore, quando odio, mento, invidio, giudico, ecc. In me c’è il paradiso, in me c’è l’inferno. In me c’è la luce e in me c’è il buio.
Dunque, anima cara, vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo della tua vita. Oggi può essere il giorno più bello, dipende da te cosa scegli. Sii una candela accesa, e attraverso l’esempio della tua vita rendi il mondo più bello intorno a te.
Perdona, ama, benedici! Sei una meraviglia!
Estratto da “Poche parole, tanto amore”, Ed. PIM, Iași 2013, pag. 235-238