Hai mai provato ad ascoltare i tuoi pensieri in modo distaccato, come se stessi ascoltando una trasmissione in TV, senza lasciarti influenzare da ciò che senti? Di solito tendiamo a identificarci molto con ciò che pensiamo, vivendo il pensiero stesso e dandogli credito.

Purtroppo, non tutto ciò che ci passa per la testa è reale o utile. Noi non siamo la nostra mente. Siamo la persona che sceglie a cosa pensare e come agire.

Lo scrittore americano Eckhart Tolle ha spiegato in modo molto suggestivo in uno dei suoi libri, “Il Potere di Adesso”, come dovremmo rapportarci alla nostra mente, ovvero vederla come uno strumento da usare quando serve.

Il nostro pensiero dovrebbe aiutarci a prendere decisioni sagge, non a tormentarci o confonderci. Quando nella tua mente appaiono pensieri negativi di ogni tipo, ti può aiutare renderti conto che sei tu a scegliere quali pensieri ascoltare e quali no, perché sei tu a usare lo “strumento”, non lo strumento a usare te.

Il motivo per cui molte persone sono insoddisfatte della propria vita non è tanto legato ai “problemi” che incontrano, quanto al modo in cui li percepiscono.

Spesso, siamo portati a pensare a lungo a un’esperienza negativa, rovinandoci il buonumore per tutta la giornata o anche di più.

Moltissime persone, senza rendersene conto, vivono troppo nella loro testa, rimuginando su ciò che non è andato in passato oppure preoccupandosi e facendo mille scenari sul futuro.

Esempio: Ion è arrivato tardi al lavoro quella mattina e ha avuto problemi per questo. Invece di lasciarsi l’evento alle spalle, dove gli compete, continua a pensare al fatto che la giornata è partita male e il suo stato d’animo si riflette in tutto ciò che fa: alza la voce con i colleghi o con altre persone che non hanno alcuna colpa, litiga anche con loro, dimentica di fare cose importanti per lo stress, mangia poco e in fretta perché il nervosismo gli toglie l’appetito, il cibo non gli sembra buono, magari gli causa anche dolori per aver mangiato in fretta, arriva a casa stanco e percepisce la fatica come doppia per tutto quello che è successo, e così via.

La catena di eventi negativi si è creata perché il personaggio dell’esempio ha dimenticato di concentrarsi sul presente, continuando a vivere nello stato mentale della mattina, cioè nel passato.

In alcuni casi, ci portiamo dietro l’emozione causata da un evento negativo per anni. Per esempio, una situazione imbarazzante o traumatica può influenzarci a lungo, rendendoci più timidi e paurosi in situazioni simili.

Inoltre, il tumulto dei pensieri si concentra anche su cose che ancora non esistono, come le preoccupazioni per il futuro. Correre all’infinito verso qualcosa di irraggiungibile può scoraggiarci molto.

Tantissimi giovani vivono in una angoscia continua perché non riescono a vedere un futuro per la loro carriera. Tutti pensiamo al domani e temiamo di fallire nella vita, e più passa il tempo, più questa paura cresce: “Alla mia età non ho ancora fatto granché, cosa farò?”.

Va bene pensare a un piano, fissare obiettivi e traguardi, ma non dobbiamo legare il senso della nostra esistenza a essi. Se arriva qualcosa di imprevisto e dobbiamo cambiare tutto, cosa facciamo? Occorre adattarci e non lasciare che nulla ci abbatta troppo.

Migliaia di persone hanno perso improvvisamente il successo o la fama per cui avevano lavorato per anni, eppure sono riuscite a reinventarsi e a essere felici con le nuove scelte.

Non dobbiamo identificarci con una sola immagine del futuro. Inoltre, ansia e paura hanno un effetto dannoso sulla salute e non risolvono assolutamente niente. Agitarsi non significa essere produttivi. Puoi lavorare ai tuoi obiettivi senza crearti miliardi di preoccupazioni.

Perfino la Bibbia riporta le parole di Gesù sui pensieri riguardo al futuro. Ha detto: “Non preoccupatevi dunque per il domani; perché il domani avrà già le sue preoccupazioni. A ciascun giorno basta la sua pena.

Che tu sia credente o meno, una verità rimane certa:

Sei più felice se vivi nel presente, senza pensare alle delusioni del passato o alle preoccupazioni per il futuro.

Cerca di vedere la luce e la gioia che sono ora di fronte a te, come un bambino che vive il momento senza pensare a cosa l’ha fatto arrabbiare cinque minuti prima o a preoccuparsi per quando sarà grande.

Se vedi un bambino felice, che guarda un fiore o corre senza una meta precisa, hai già imparato molto su cosa sia la felicità. Quello è lo stato di presenza consapevole in questo mondo, che ci insegna a vivere.

Goditi il momento presente! È il più prezioso che abbiamo.

Un articolo scritto per psicologiadeazi, di: Serena Sima