Nel nostro patrimonio europeo di valori, c’è questa cosa: il lusso di essere noi stessi. Il lusso di dire quello che pensiamo e di fare quello che vogliamo. Scegliamo la nostra strada anche se gli altri non sono d’accordo. La vita è una, è breve, e non abbiamo né il tempo né la voglia di adattarci agli interessi degli altri.
Ma c’è un piccolo problema in questo barile di miele: se una persona va in giro con la sua unicità e libertà come fossero un dono di Dio, e non riconosce altre opinioni se non la propria, questa persona alla fine annoia chi le sta intorno.
Nella società non ci sono favoriti o esclusi, né persone amate solo perché nate sotto una stella fortunata e persone odiate perché un’aura nera, invisibile agli occhi ma percepita dal cuore, fluttua sopra di loro.
Ci sono persone con cui ti senti bene e persone da cui vorresti solo scappare.
Un giorno mi è capitato di partecipare a una conferenza tenuta da uno scrittore famoso che mi spiegava come creare un capolavoro letterario degno dell’ammirazione dei lettori.
Pensavo non ci fossero segreti, che fosse solo questione di nascere dotati, come se Dio sussurrasse battute all’orecchio di alcuni, gliele facesse scrivere su carta e poi mostrasse il tutto al mondo, e la gente, affascinata, iniziasse ad applaudire e dare premi.
È venuto fuori invece che, oltre a dono, talento, impegno, lavoro enorme sulle proprie abilità, devi anche ricordarti che bisogna scrivere esattamente quello che il lettore vuole leggere, meglio ancora: scrivere proprio di lui.
Così la lettura diventerà appassionante, e il libro sarà considerato geniale.
Così è anche nella vita. Amiamo, apprezziamo e rispettiamo non tanto le persone in sé, quanto l’atmosfera che ci fanno vivere. Le emozioni che ci trasmettono. Stiamo bene con noi stessi accanto a loro. Sono il nostro specchio in cui ci riflettiamo.
Lo specchio non dirà mai: “Voglio essere me stesso“, “Rifletterò solo quello che penso io, solo quello che desidero io“. È un oggetto estremamente sincero. Non impone nulla, non ci dice come dovremmo presentarci la prossima volta che lo guardiamo.
Forse mi sto facendo trascinare troppo dalle metafore, ma proprio persone così – sane, complete, oneste, estremamente semplici ma autosufficienti – sono le persone che vengono amate, apprezzate e rispettate.
Quelli che non oltrepassano i confini, che non invadono l’anima degli altri, che capiscono bene chi sono, quali sono i loro punti di forza e debolezza, qual è il loro vero ruolo nella vita.
La filosofia cinese insiste sul fatto che una persona dovrebbe limare gli angoli più spigolosi e imparare cose nuove fino agli ultimi giorni, trasformandosi in qualcosa di accogliente, buono, tondo. Non dobbiamo pungere chi ci circonda con le nostre spine né aggrapparci agli altri come l’edera.
Come “lucidarsi” concretamente? Cosa bisogna sapere e tenere a mente?
Prima di tutto, devi diventare qualcuno che è felice della propria vita e che può dirsi felice. Le persone non sono attratte da chi è infelice o disperato:
Impara a trovare gioia in quello che fai, così la felicità arriverà da sola anche a casa tua.
Non aspettare la felicità da eventi esterni o cambiamenti positivi. Devi essere felice ora. Sii una persona luminosa, buona e piena di energia, cosicché anche gli altri si sentano felici accanto a te.
Il prossimo passo:
Stai zitto, se le tue parole non migliorano il silenzio.
Trattieni la voglia di criticare, rimproverare e accusare. Di solito, gli adulti sanno già benissimo quali sono i loro difetti e le loro debolezze; non sei tu che glieli devi mostrare. Dai lode, sostieni, trasmetti fiducia. Una persona generosa da un punto di vista emotivo è un fenomeno molto raro.
Un’altra abilità utile:
Cerca sempre di vedere le cose da un lato positivo, e se non c’è, illumina la parte buia finché inizia a brillare.
Cerca il lato positivo in tutto: non ci sono difficoltà dalle quali non si possa imparare qualcosa, non ci sono persone da cui non puoi apprendere nulla. Prova a vedere la vita da angolazioni diverse, sii più gentile verso le persone e le situazioni che hai intorno. Non avere fretta di giudicare o valutare.
L’ultima regola:
Tra te e un’altra persona ci sono sempre 10 passi; se ne hai fatti cinque e nessuno ti è venuto incontro, torna indietro e vai via.
Non imponerti a chi non ti vede come un amico o una persona affine, lascia perdere chi ti mette a disagio o chi ti ha annoiato. Trova le persone “giuste per te“. Solo così i sentimenti saranno reciproci.