Il cervello è l’unico organo che, fino alla fine della vita, non perde mai la sua plasticità, la capacità di cambiare, calcolare e controllare migliaia di processi al secondo, la maggior parte dei quali avviene a livello inconscio: la digestione, l’ammiccamento, la motilità intestinale, ecc.

Immagina: ci sono voluti più di 40 minuti ad uno dei computer più potenti sulla Terra per riprodurre esattamente un secondo di attività cerebrale.

Ma anche con tutta questa incredibile unicità, plasticità e capacità di auto-guarirsi, i processi di rigenerazione del cervello sono molto più lenti rispetto ai cambiamenti distruttivi. Non possiamo certo definirli dei velocisti.

E poiché il processo di invecchiamento inizia per ognuno in momenti diversi e procede a velocità diverse, il cervello manda alcuni segnali che ha bisogno di aiuto.

Purtroppo, non riusciamo sempre a interpretare correttamente questi segnali, e spesso li ignoriamo, accelerando così soltanto la degenerazione del cervello.

Ecco i 3 segnali di cui voglio parlare oggi:

Mancanza di voglia di fare cose basilari

Ci distinguiamo dal resto del mondo animale non solo per la capacità di parlare, pensare e sognare, ma anche per la capacità di cucinare il cibo. Possiamo affermare con certezza che il fuoco ci ha resi umani! Che siamo bravi o meno in cucina, comunque, tutti ci avviciniamo ai fornelli.

Ma con l’età, molti iniziano a notare che diventa difficile cucinare anche i piatti più semplici, e la voglia di viziare sé stessi e la propria famiglia con nuove ricette, originali, sparisce da qualche parte.

Questo è uno dei segnali che i processi nella corteccia prefrontale stanno rallentando ed è l’inizio dell’invecchiamento cerebrale.

Infatti, è proprio questa area che controlla tutte le funzioni cognitive di una persona, tra cui il prassismo – la capacità di restare consapevoli, di controllare le azioni e di compiere movimenti intenzionali. Ed è proprio ciò che mettiamo in pratica quando cuciniamo.

Sei possessivo, ti è difficile separarti dalle cose

Se all’improvviso una persona che non aveva mai mostrato una particolare inclinazione a conservare oggetti vecchi, o aveva facilità nel liberarsi delle cose inutili, inizia ad avere difficoltà a lasciarle andare, questo comportamento potrebbe essere un segnale d’allarme sulla salute del cervello e la sua degenerazione.

Non sono solo paure, incertezze sul futuro e distrazione a manifestarsi così. È uno dei segnali di cambiamenti degenerativi e di una diminuizione delle connessioni neuronali nella corteccia del lobo frontale dell’emisfero destro. È proprio questa area che controlla la capacità di pensare, agire e prendere decisioni in modo razionale.

Non appena l’attività di questa zona si riduce, perdiamo la capacità di valutare oggettivamente il reale valore di un oggetto o di un altro. E, nel decidere se buttare via qualcosa o tenerlo, ci affidiamo più alle emozioni che alla ragione.

L’irritazione come stile di vita

Ognuno di noi reagisce in modo diverso di fronte alle difficoltà: c’è chi lascia correre tutto rapidamente, e chi invece cade subito nella disperazione.

Ma, per quanto siamo diversi, il più delle volte il cattivo umore, gli scatti di aggressività e l’impulso di sbottare sono associati allo stress, agli squilibri ormonali, ai problemi nella vita privata, ecc. … E ovviamente c’è qualcosa di vero in tutto ciò.

Ma se il tuo stato emotivo inizia a sembrare montagne russe e le emozioni negative non ti abbandonano per molto tempo, forse è il momento di prenderle sul serio.

In questo modo il cervello segnala che le sue risorse si stanno esaurendo, che il livello di dopamina, “l’ormone del piacere”, è basso nella corteccia prefrontale e nello striato, e che le connessioni neuronali nel lobo frontale sinistro, che controllano le emozioni positive, si stanno indebolendo.

Proprio la capacità di rimanere calmi è uno dei principali indicatori della piena attività cerebrale.

E se, mentre leggi questo articolo, ti sei riconosciuto in uno di questi segnali, non dovresti abbatterti. È solo un promemoria che il cervello è l’organo più instancabile del nostro corpo, e che ama pensare.

Quindi non privarlo di questo piacere: circondati di libri, esercizi stimolanti, nuove conoscenze ed emozioni positive. In cambio, lui ti offrirà giovinezza e buon umore.