Ognuno di noi cerca sempre di raggiungere certi obiettivi. Per ogni persona sono diversi, e la loro dipendenza è determinata da molti fattori che rispecchiano la personalità e i principi di vita di ognuno.
I metodi per raggiungere questi obiettivi sono anch’essi diversi. Alcune persone fanno tutto da sole, guidate da principi etici e dalla moralità. Altri lo fanno influenzando psicologicamente l’ambiente che li circonda, sfruttando questi fenomeni a loro vantaggio.
Queste persone vengono chiamate manipolatori, mentre chi cede alla loro influenza viene definito vittima.
Ecco alcune cose che dovresti sapere su queste persone:
L’arte della manipolazione
Dei miei amici hanno dei vicini – una coppia sposata da più di 10 anni. Sono persone allegre, aperte e socievoli. Amano la compagnia rumorosa, il divertimento, le battute.
Mio marito li adora – è sempre al centro della festa a scherzare. Ma la moglie si irrigidisce quando tutta l’attenzione è su suo marito. Lei pensa che lui si comporti in modo inadeguato, la disonori e la umili.
A casa scoppia un litigio che finisce con un risentimento generale verso la donna. La mattina dopo, il marito, lucidissimo, prova a rimediare al suo comportamento inappropriato, compra un regalo alla moglie e le giura che non la farà più vergognare con il suo modo di fare.
La donna si vanta felice con i vicini di un altro trofeo conquistato nelle lotte di famiglia.
I suoi malumori plateali sono uno dei modi per fare leva sui sentimenti di pietà e senso di colpa, forzando la sottomissione desiderata alle sue richieste. In questa situazione difficile, il marito si ritrova ostaggio, una vittima infelice, impotente e costantemente colpevole.
Questo è solo un esempio di come i manipolatori sottomettono le persone insegnando loro a provare vergogna e compassione.
Uscire dalla vittimizzazione
Il primo passo per liberarsi dalla dipendenza dal manipolatore è comprendere i propri diritti. Ognuno dovrebbe garantirsi la possibilità di rispettare la personalità degli altri, di esprimere liberamente opinioni e pensieri, di stabilire le proprie priorità, di imparare a dire di no senza sentirsi in colpa, di difendersi da vari tipi di minacce.
Vale la pena notare che i manipolatori si comportano in modo diverso a seconda della persona e della situazione.
A volte sono amichevoli e cortesi, altre volte aggressivi e scortesi. Quindi, se noti cambiamenti drastici nei tuoi cari, cerca di mantenere una certa distanza nel comunicare con loro.
Il compito principale dei manipolatori è giocare con i sentimenti della loro vittima. Non sorprende che l’accusato si senta inferiore. È pronto a trascurare i propri diritti e a sottomettersi alla volontà altrui.
Per non ritrovarti in una situazione simile, devi capire quanto siano fondate le richieste del manipolatore, se il suo rispetto nei tuoi confronti è sincero e se la relazione è davvero equilibrata. Rispondendo a queste domande, potrai capire se sei una vittima.
Se ti capita una situazione sgradevole di questo tipo, non dovresti permettere l’impunità per le azioni del tuo aggressore. Fai domande dirette su quanto siano ragionevoli e oneste le sue richieste nei tuoi confronti e su quale sia il tuo beneficio in questa storia.
La decisione della vittima di imparare a dire «no» sarà fondamentale.
La cosa più importante è dirlo al momento giusto, con diplomazia e fermezza. Gli psicologi sostengono che il rifiuto è una parte fondamentale dell’arte della comunicazione.
E, soprattutto, la capacità di reagire all’aggressore ti impedirà di diventare una vittima. Non dovresti “slegargli le mani” e spingerti verso azioni più serie e forse irreparabili. Difendi il tuo punto di vista e non assecondare il manipolatore.